Kazuo Ishiguro e il Terzo Spazio

Kazuo Ishiguro
Il mondo accademico chiama "terzo spazio" una teoria sociolinguistica sull'identità e la comunità. La mescolanza di luoghi diversi nella vita di una persona crea una prospettiva unica, basata sulla mescolanza culturale, ed in genere dona una visione esterna che non ha bisogno di schierarsi dall'una o dall'altra parte.

Kazuo Ishiguro ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura l'anno scorso, e c'era una certa confusione, soprattutto in Giappone, per quanto riguarda la nazionalità dello scrittore. Nato a Nagasaki nel 1954, Ishiguro si è trasferito nel Regno Unito all'età di 5 anni e ha acquisito la cittadinanza nel 1982. recentemente lo scrittore è stato nominato anche baronetto.

"Alcune gemme del canone della letteratura inglese - si pensi a "Cuore di Tenebra" di Joseph Conrad o a "Lolita" di Vladimir Nabokov - sono state scritte da emigranti di altre nazionalità, utilizzando l'inglese come una seconda lingua. In un'ottica simile, il romanzo della seconda guerra mondiale "Il ponte sul fiume Kwai", scritto dal francese Pierre Boulle, cattura la mentalità degli inglesi e dei giapponesi."

Dopo alcuni racconti inediti ambientati in Inghilterra, Ishiguro si è rivolto al Giappone per il suo primo romanzo, con l'obiettivo di preservare il paese nel suo racconto prima che questo svanisse dalla sua memoria. Ambientato per lo più nel dopoguerra a Nagasaki, "A Pale View of Hills" è impresso con i marchi tipici dell'autore: il narratore inaffidabile e l'auto-inganno che avvolge la memoria. La posizione di Ishiguro gli permette di inchiodare i manierismi giapponesi e le conversazioni circolari, mentre, a distanza in Inghilterra, approfondisce anche le questioni relative alla colpa e alla negazione giapponese.

In seguito ha poi scritto: "Quel che resta del giorno", dal quale è stato tratto il bel film della coppia Merchant Ivory.

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