
Le meccaniche di un RPG sono perfette per imparare qualcosa, perchè prevedono un sacco di "grinding" ("macinare tempo") per distribuire miglioramenti sulle proprie stat. Il tutto avviene investendo ore di gioco per far crescere semplicemente dei numeri.
Con japanese class quello che succede invece è di scontrarsi con mille e uno astrusi simboletti (kana, kanji e termini del vocabolario) ed essere premiati non solo con qualche punticino esperienza, ma migliorando la padronanza della lingua giapponese. Fino all'agognato e lontanissimo "livello successivo".
Il titolo del sito è un po' un doppio senso tra "lezione di giapponese" e la classe di appartenenza tipica degli RPG.
Ah, stavolta niente elfi, purtroppo.
Ecco cosa ci faceva Kirsten Dunst in giro per il quartiere degli Otaku di Tokyo con la marinaretta e la parrucca azzurra: il video della sua versione di "turning japanese", la classica hit resa celebre dai Vapors.
Regia di McG (Terminator Salvation), e produzione di Takashi Murakami (Superflat).

... è impossibile ! Ok, il titolo era uno specchietto per le allodole.
Essendo una delle lingue più difficili del mondo occorrono libri, corsi e ore di studio. Ma per i divoratori di anime (no, non i demoni, i fan di anomazione giapponese) esiste una speranza: assimilare il giapponese per osmosi guardando tonnellate di episodi.
Bisogna ammettere questo metodo non funziona granchè, ma c'è un libro che permette di avvicinarsi a questo miraggio, ed è: "Japanese Verbs at a glance" di Naoko Chino.
Questo testo si concentra solo sulle forme verbali, sugli usi pratici e sulle coniugazioni, ed è ricco di esempi. Non è un volume spaventoso e approfondirne la conoscenza è probabilmente l'unico modo per arrivare a comprendere qualcosa di più di una parola qua e la e accumulare una massa critica di informazioni sufficienti per imparare qualcosa semplicemente guardando serie di episodi sullo schermo.
D'altro canto una pratica continua della lingua è indispensabile.
Svelati due misteri in un colpo solo: perchè le strade in Giappone non hanno un nome e perchè è interessante approfondire la conoscenza di qualcosa di diverso da come si è soliti fare, pensare, vivere e conoscere. Il tutto grazie a TED, la piattaforma di videoconferenze free che vuol fare girare le idee interessanti in rete e nel mondo.
via giavasan
E chi ha voglia di sentire la canzone degli U2 faccia click qui.

Anche l'ispettore Koichi Zenigata, abbonato alla figura del pirla per opera dell'astuto Lupin III, ha un antenato molto famoso. Il suo nome è Heiji Zenigata, un okappiki (poliziotto semplice) che durante il periodo Edo (i primi del novecento) era solito sconfiggere i criminali semplicemente con il suo bastone di ferro e gettando delle monete ("zeni" significa moneta).
Il successo di questo personaggio, inventato da Kodo Nomura per distrarre il figlio costretto a letto dalla tubercolosi, era enorme e fece guadagnare moltissimo al suo autore, che pubblicò le storie del poliziotto per 27 anni consecutivi e lo fece diventare lo Sherlock Holmes d'oriente. Alla fine della seconda guerra mondiale Nomura aiutò un amico la cui ditta era in difficoltà con un prestito di ben 100 milioni di yen (qualche migliaio di yen avrebbero permesso di comperare una villa).
Ecco come Zenigata ha salvato la playstation.
image: Koichi e Heiji Zenigata
Questo e il precedente post su Goemon sono tratti dal libro di Keiko Ichiguchi: "Perchè i giapponesi hanno gli occhi a mandorla", ricchissimo di aneddoti sul paese del Sol Levante riportati di prima mano dall'autrice.
Forse non tutti sanno che Lupin III non è l'unico discendente da un famoso ladro nella famosa serie di anime. Goemon (che NON si pronuncia "ghemon", ma proprio go-e-mon) è il tredicesimo discendente dal più famoso ladro del Giappone: Ishikawa Goemon (石川 五衛門).
Era noto per rubare ai ricchi per donare ai poveri, e questo lo rese immensamente popolare e oggetto di numerose leggende. Dopo aver provato ad assassinare il daimyo Toyotomi Hideyoshi, famoso per aver posto fine al turbolento periodo Sengoku, venne condannato a morte e bollito vivo insieme al figlio.
Un vecchio tipo di vasca da bagno verticale giapponese prende il nome proprio da questo evento (Goemon-buro,il bagno di Goemon). E' smaltata solo all'esterno e quando viene scaldata accendendole un fuoco sotto il metallo all'interno diventa rovente per cui bisogna fare molta attenzione a non toccare assolutamente i bordi.
L'hinamatsuri (雛祭り) è la festa delle bambole, ed anche la festa delle ragazze. Cade il 3 marzo ed è un evento che tutte aspettano con apprensione. Le piccole donne per l'occasione mettono in mostra il famoso set di bambole giapponesi sull'himosen (un piedistallo rosso).
"Le bambole rappresentano l'imperatore, l'imperatrice e tutti i componenti della corte giapponese del periodo Heian. La disposizione delle bambole nel Kansai, che va da destra verso sinistra, è diversa dalla regione del Kanto, ma su ogni livello le bambole sono sempre le stesse.
Sulla prima piattaforma sono collocati: l'imperatore (odahiri-sama) e l'imperatrice (ohina-sama) posizionati di fronte al pubblico con un paravento dorato sullo sfondo.
Sulla seconda piattaforma: le tre dame di corte (san-nin- kanjo) che portano tutte un set da sake.
Sulla terza piattaforma: i cinque musicisti maschi di corte (go-nin bayashi) raffigurati con gli strumenti ad eccezione del cantante che mantiene un ventaglio.
Sulle altre piattaforme: al centro ci sono miniature di fiori, di mobili, di cibo, della carrozza ecc.. sulla destra di questi oggetti c'è il ministro che viene raffigurato giovane mentre sulla sinistra è raffigurato più vecchio. Infine ogni bambola viene posizionata in relazione della bambola che gli sta accanto.
In Giappone ogni bambina, sin dalla nascita, ha il suo set di bambole che poi monterà anche da ragazza, infatti si dice che le ragazze che non prepareranno l'altare con le bambole entro la data dell'hinamatsuri, in futuro non si sposeranno, ma ovviamente, questa è solo superstizione."
[via momenti giapponesi]

Un geek in Giappone è un libro scritto da Héctor García, un ragazzo spagnolo che vive da anni nell'arcipelago del Sol Levante e che ha vinto il premio come miglior blog spagnolo del 2004 (e quasi lo rivinceva anche l'anno successivo).
Kirainet è ancora oggi un blog molto bello e importante per approfondire la cultura nipponica, ed è considerato "un vero punto di riferimento per gli appassionati". Il libro snocciola in fretta l'essenziale da sapere, la mania per i treni, le basi del linguaggio, il perchè di certi comportamenti tipici, cosa è di moda, "cenni storici, tradizioni, tecnologia, videogiochi, zen, otaku, tendenze e leggende urbane, curiosità di ogni tipo".
In questa pellicola di quasi 50 anni fa Shirley MacLaine affronta la vicenda quasi autobiografica di un'attrice di commedie americana che si finge giapponese per interpretare la trasposizione filmica della Madama Butterfly ad opera del marito regista.
Pur essendo così datata la sceneggiatura è sorprendentemente rispettosa della cultura giapponese, e controbuì non poco a diffonderla in occidente. Ne vengono illustrati parecchi aspetti e si riesce anche a sorridere dei alcuni tipici stereotipi.
Quella che Shirley MacLaine pensava essere una specie di vacanza si trasformò in un durissimo lavoro a causa della ferrea disciplina imposta alle geisha. Le fu permesso, in via del tutto eccezionale per il tempo, di frequentare una vera okiya per un paio di settimane. Il trucco, molto efficace nel creare gli occhi a mandorla, la parrucca e i costumi pesanti, oltre alle lenti a contatto scure, causarono non pochi problemi all'attrice, che è spesso ricordata per questo ruolo iconico della sua carriera.
menzione d'onore e masayumino d'oro al fido pusher di film per essere riuscito a procurarsi questo raro film

OK, ammettiamolo, questo è il solito succedaneo di un costoso viaggio in Giappone. Ma stavolta c'è qualcosa di più.
Virtual Trip Kyoto: Shiki Hyakkei è un HD DVD e l'alta definizione, specie su grande schermo, è tremendamente evocativa del luogo ripreso. Si riesce a scorgere ogni scintilla delle lanterne accese durante i matsuri (festival) estivi, ogni fogliolina degli incredibili ciliegi durante la fioritura di primavera, la neve invernale sopra la pagoda d'oro fa quasi rabbrividire e i mille colori dell'autunno sfavillano riflessi nei laghi e corsi d'acqua.
Il tutto accompagnato da un ottimo commento musicale classico che a tratti risulta quasi commovente.

Junko Fuji ha interpretato una serie di film dove si esibiva in duelli con coltello, katana, pistola, judo e... ventaglio.
Nel classico "Red Cherry Blossom Family", ambientato nell'epoca Meiji, Junko Fuji interpreta la geisha Tsuruji, coinvolta in un giro di gioco d'azzardo e che diventa capo dei pompieri per combattere le ingiustizie della yakuza. Questo film è l'ultimo dove l'affascinante attrice si muove e combatte in un esotico sottobosco criminale, per diventare una delle più importanti "spadaccine", o eroine d'azione, di tutti i tempi.
Dopo aver lasciato le scene per dedicarsi al matrimonio, è recentemente tornata alla ribalta ad esempio nel film The Geisha House.

Pink Tentacle raccoglie le sessanta parole che hanno caratterizzato quest'anno in Giappone.
Si va dal clamoroso cambio di governo dopo decenni, che è quasi coinciso con la virata statunitense, alla rivelazione di aver visto gli alieni da parte della first lady (frase detta solo per consolidare il sempiterno primato nella classifica dei paesi più strani del mondo), dal riso coltivato dalle veline di Shibuya all'invasione delle "Ozawa girls", la disoccupazione e la povertà fanno capolino più che mai anche nell'arcipelago imperiale, e si scatenano contemporaneamente la caccia al partner per sposarsi ("konkatsu") e la corsa a divorziare ("rikatsu", suona vagamente come "riccastro"...uhm).
Per moltissimi comunque l'evento forse più incredibile di questo 2009 è stata la costruzione del Gundam alto 18 metri nel parco di Odaiba, che ha contribuito a togliere un altro strato dei tanti che costituiscono il muro che separa immaginazione e realtà.

Mettersi ad arrotolare fili colorati avanzati dalla confezione dei kimono in palle decorative poteva forse non diventare un'arte sopraffina nel paese del Sol Levante ? Ma nemmeno per idea, ed ecco quindi svilupparsi, nel corso di 5 o 6 secoli dopo l'arrivo dalla Cina, il temari (てまり letteralmente "palla (da) mano").
Le sfere sono costruite seguendo principi matematici e geometrici che permettono di ottenere stupefacenti effetti decorativi. Eccone una bella collezione.

Gli stereogrammi del famoso fotografo T. Enami mostrano il Giappone del periodo Meiji in tre dimensioni.
Le fotografie, scattate con una macchina particolare, erano visibili in 3D mediante lo stereoscopio che la geisha sta tenendo in mano. Ne furono scattate diverse centinaia e su pink tentacle è possibile vedere alcuni di questi stereogrammi animati in formato GIF.
Il sito dedicato a Enami trabocca di foto dell'arcipelago scattate nel 19° secolo, uno dei periodi più interessanti della storia giapponese.

I nomi giapponesi hanno una marcia in più. Sono brevi, hanno un bel suono e sono dotati dei significati più vari. Per esempio Keiko è un nome abbastanza comune per le ragazze, ma per scriverlo è possibile usare più di 70 combinazioni di kanji diverse, ciascuna con un suo concetto alla base. Per questo è importante scambiarsi biglietti da visita: è il modo più semplice per conoscere il vero nome di una persona.
Uno dei trend più seguiti è quello della famiglia imperiale. I genitori si ispirano ai nomi dei regnanti o dei figli prendendone anche solo alcuni "pezzi". nel 2001 l'indicazione è giunta dalla nascita della principessa Aiko (愛子 "bambina che ama gli altri").
Ecco le liste dei nomi più popolari nel 2005 e nel 2004, l'elenco delle tendenze, i nomi più comuni e come vengono scelti e i 500 cognomi più comuni.
Namiko Abe guida da oltre 12 anni i poveri gaijin alla scoperta dei misteri che si nascondono nell'idioma del Sol Levante.
Per chiudere la lista dei kanji adatti ai tatuaggi (senza il rischio di venire beffati).

Wasei-eigo significa "inglese made in japan". Si tratta di parole di origine inglese ma che vengono usate solo in Giappone. Ad esempio "Aidoru" deriva da Idol. Spesso questi termini sembrano un maldestro tentativo di importare una parola ma dato il rigoroso sistema fonetico dei katakana esiste praticamente sempre solo un modo di operare la traslitterazione. Il vantaggio è che imparata la regola si può procedere alla traduzione in autonomia, spesso azzeccandoci in pieno. E già questo è un buon bagaglio lessicale per cominciare ad imparare la lingua del sol levante.
La lista dei gairaigo (parole di origine straniera) comprende anche termini che derivano da altre lingue, che sono meno presenti dell'inglese, come portoghese, francese, olandese, italiano.
Miscelare le nuove action figures super pieghevoli della serie Busou Shinki, una buona videocamera e un po' di senso dell'umorismo (giapponese).
Cosa salta fuori ?
Il Plamoo channel, dove l'animazione a passo uno è incredibilmente fluida, e il tutto è meravigliosamente in sincrono con il sonoro e non mancano spettacolari effetti speciali a base di ovatta e torce elettriche.
Un gioco da ragazzi ?
Assolutamente no !
Per avere più informazioni: tomopop.
james W. Heisig è un professore di filosofia che insegna il giapponese ai giapponesi. Il suo metodo consiste in un approccio più razionale all'ordine con il quale devono essere memorizzati i caratteri. Dividendo ogni kanji in pezzi, e classificandone le componenti, il prof. Heisig facilita l'apprendimento mnemonico dei caratteri che condividono i radicali.
Ad esempio il carattere per rischio è composto dal carattere "sole" e dal carattere "occhio", ed in effetti è rischioso per la retina guardare il sole. Procedendo così ed eliminando le zavorre si aumenta l'efficacia dell'apprendimento, e si possono arrivare a risparmiare anni.
Inoltre questo metodo, che non segue l'ordine tradizionale (dove viene privilegiata la semplicità nel numero di tratti e la frequenza d'uso) è molto più interessante. I caratteri acquisiscono una relazione fra di loro che è rilevante dal punto di vista etimologico
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