
Begin Japanology è una imperdibile serie di documentari sulla vita giapponese che vengono realizzati dal 2007 per il canale NHK World.
Peter Barakan introduce gli aspetti peculiari del mondo del Sol Levante, soffermandosi su uno di essi in ciascun episodio di 29 minuti. Si va da come sono fatti gli appartamenti alle maschere tradizionali, dall'introduzione delle Izakaya (specie di "bar") all'universo degli elettrodomestici.


livello N5 - grammatica, vocaboli, kanji, prove d'ascolto, quiz e soprattutto gli utilissimi test dal 1992 al 2004.
livello N4
livello N3
livello N2


Se si chiede ad un giapponese il colore del sole lui risponderà: "rosso". Per gli occidentali questo potrebbe essere strano, visto che ad esempio i bambini degli asili e delle elementari italiane si ostinano a consumare i loro pastelli gialli per disegnarlo adeguatamente.
Quello che è certo è che sulla bandiera nazionale, chiamata "hinomaru" (日の丸, disco del sole), la stella che scalda la terra è proprio di un bel colore rosso. Un vessillo di rara potenza e semplicità, che richiama alla mente anche la dea giapponese del sole: Amaterasu (featured in Okami), oltre alla quotidiana alba sull'oceano che dà il nome al paese asiatico.
Viene usato meno comunemente l'altro nome ufficiale: Nisshōki (日章旗, bandiera del simbolo del sole)


Tanabata (七夕, "sera del sette") è il nome della festa giapponese nella serata del 7 luglio. Il mito cinese da cui discende la leggenda racconta dei due amanti Altair e Vega che sono separati ai due lati della via lattea e si possono incontrare solo una volta l'anno. Proprio in questa notte.
La festa è stata resa famosa in tutto il mondo da "Bamboo Leaf Rapsody" il primo eccezionale episodio della seconda serie di "Haruhi Suzumiya" cui è seguito il famigerato ciclo endless eight. I protagonisti sono costretti dal capo della SOS Brigade a compilare i loro desideri da spedire idealmente ai due astri, che poi li realizzeranno, seguendo la teoria della relatività e i bizzarri calcoli di Haruhi, dopo 16 e 25 anni (vedi figura).

Hayaku: A Time Lapse Journey Through Japan from Brad Kremer on Vimeo.
速く,"hayaku": veloce, in fretta.

Nintendo ha progettato il suo prodigioso DS perchè potesse essere usato anche per scrivere sullo schermo. Grazie all'uso del pennino la console handheld più venduta della storia (oltre 120 milioni di esemplari) si è rivelata un incredibile aiuto ad imparare il giapponese scritto, ovvero proprio la parte più difficile di questa meravigliosa lingua.
Ecco una lista dei programmi che, grazie al region free, girano tranquillamente sui DS venduti in tutto il mondo:
E un utile thread che parla di alcuni di essi.


Stratelibri porta in Italia Kanji Battle, che è disponibile già da questo mese nei negozi specializzati.
La confezione base contiene ben 100 ideogrammi che servono per superare il JLPT5, il primo livello dell'esame ufficiale di conoscenza della lingua giapponese.
Kanji Battle è soprattutto un gioco rapido e semplice da apprendere, grazie al quale ci si diverte immergendosi nel Giappone più magico, e imparando i suoi kanji senza studiare.
Utilizzando le carte presenti in questa confezione si indosseranno i panni di uno stregone giapponese ed si affronteranno altri maghi che bramano il potere che il Kirin garantisce ai suoi padroni.
Per ottenerlo, verranno formulati incantesimi combinando il potere che ogni kanji conferisce alle carte.
Turno dopo turno, verranno disposti in combinazioni sempre nuove per creare gli attacchi più stupefacenti ed ottenere una delle 3 carte kirin che garantiscono la vittoria.
Ci scrive Noemi Zucchi, responsabile di Stratelibri: "Per la versione italiana, la curatela è stata affidata al professore Simone Dalla Chiesa, ricercatore presso l’università di Milano e insegnante di Linguistica giapponese, Didattica delle lingue dell'Asia Orientale e della lingua giapponese presso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia.".
Scarica la presentazione ufficiale
KB su boadgamegeek
[via Falketta]


Dopo un po' di attenta osservazione del paese del sol levante non si può fare a meno di notare l'amore della popolazione per l'organizzazione e la compilazione di "liste di cose": i quattro capolavori di Shakespeare (Amleto, Macbeth, Othello, Re Lear), le tre delicatezze rare del mondo, le tre zuppe, i tre grandi chitarristi ecc.
Le Nihon Sankei sono le tre meraviglie del Giappone e sono: l'arco galleggiante del tempo di Itsukushima a Miyajima, la vista dalla montagna di Amano Hashidate a Kyoto e i pini storti di Matsushima.
Ecco la gallery complessiva delle tre.
[via]

Per qualche strano sortilegio del destino Danbo (Danbord, Danboro) è diventato popolarissimo in rete. Probabilmente perchè grazie alla sua espressione dall'ambiguità degna della Gioconda è in grado di rendere divertente e spiritosa, oppure triste e malinconica, qualunque fotografia. Questa specie di glutammato per fotocamere ha una fantastica gallery su flickr (e non è la sola).
Il robot di cartone sponsorizzato subdolamente da amazon.co.jp compare per la prima volta nell'ultimo manga del geniale maestro Kiyohiko Azuma, quando viene assemblato con cura da Miura per un compito a casa. All'arrivo del delizioso quadrifoglio semovente (qui l'episodio del manga) la ragazza decide di orchestrarle uno scherzo che ovviamente le si ritorcerà contro. Non la si fa a Yotsuba !!
C'è una versione ufficiale, la revoltech ed anche una fai-da-te.
The Danbos and the flowers by http://www.flickr.com/photos/excomedia/


Okimi realizza opere originali come solo certi autori giapponesi riescono a fare, eppure l'atmosfera generale che si respira in questi cartoon e anaglifi dove compaiono ripetutamente Kintaro, un kappa e Michael Jackson è la stessa di Love & Rockets (più Xaime che non Beto).

![]()
Jurgen Sprecht, con l'aiuto di Ako, mostra in una guida semplice e diretta alcune delle emoticons più usate in Asia. Il significato dei simboli, peraltro spesso abbastanza intuitivo, viene associato ad una espressione della ragazza (e l'ausilio di effetti speciali, come nel caso a fianco).
In Giappone queste successioni di caratteri che evocano un personaggio astratto che fa le facciotte vengono chiamate "kaomoji" (kao: faccia, moji:carattere). Alcune rivelano eleganti sottigliezze emotive come nel caso di snob, apatico, umile, nervoso, shock, seccato ecc.
the ultimate guide to understanding japanese kaomoji
[via]


Il miglior animatore nel paese con l'industria di animazione più importante del mondo ama l'Italia (ampiamente ricambiato), e non perde occasione di mostrarlo continuamente anche nei dettagli. Il "Museo d'Arte Ghibli" è proprio il nome del luogo dove si concentra la maggior parte del materiale sugli studi cofondati da Hayao Miyazaki, tra l'altro anch'essi portano il nome italiano del vento del deserto (e di un famoso aeroplano da ricognizione del regio esercito).
Il museo si trova nella verdissima Mitaka, in uno degli scorci più scenografici di Tokyo e si può visitare solo su prenotazione. Non esiste parcheggio e quindi è bene arrivarci dalla stazione di Kichijoji uscendo dal parco e addentrandosi nel bosco di Inokashira, pieno di negozietti che non hanno nulla da invidiare a quelli dei capolavori animati dello studio.
Miyazaki ha voluto che il suo museo fosse "un luogo sereno e interessante, con molto da scoprire, basato su una filosofia chiara e coerente, dove chi è in cerca di divertimento lo possa trovare, così come chi è in vena di riflettere e chi di lasciarsi andare alle sensazioni. Un luogo che faccia sentire più ricco di quanto fosse al suo ingresso chi lo lascia.".
Vale da solo un viaggio in Giappone.
Il sito ufficiale
Note sul museo, come arrivare
il DVD ufficiale
Note sullo Studio Ghibli e il museo
descrizione di una visita
un'altra visita
un'altra visita ancora


Le meccaniche di un RPG sono perfette per imparare qualcosa, perchè prevedono un sacco di "grinding" ("macinare tempo") per distribuire miglioramenti sulle proprie stat. Il tutto avviene investendo ore di gioco per far crescere semplicemente dei numeri.
Con japanese class quello che succede invece è di scontrarsi con mille e uno astrusi simboletti (kana, kanji e termini del vocabolario) ed essere premiati non solo con qualche punticino esperienza, ma migliorando la padronanza della lingua giapponese. Fino all'agognato e lontanissimo "livello successivo".
Il titolo del sito è un po' un doppio senso tra "lezione di giapponese" e la classe di appartenenza tipica degli RPG.
Ah, stavolta niente elfi, purtroppo.

Akihabara Majokko Princess from Xagehoho on Vimeo.
Ecco cosa ci faceva Kirsten Dunst in giro per il quartiere degli Otaku di Tokyo con la marinaretta e la parrucca azzurra: il video della sua versione di "turning japanese", la classica hit resa celebre dai Vapors.
Regia di McG (Terminator Salvation), e produzione di Takashi Murakami (Superflat).


... è impossibile ! Ok, il titolo era uno specchietto per le allodole.
Essendo una delle lingue più difficili del mondo occorrono libri, corsi e ore di studio. Ma per i divoratori di anime (no, non i demoni, i fan di anomazione giapponese) esiste una speranza: assimilare il giapponese per osmosi guardando tonnellate di episodi.
Bisogna ammettere questo metodo non funziona granchè, ma c'è un libro che permette di avvicinarsi a questo miraggio, ed è: "Japanese Verbs at a glance" di Naoko Chino.
Questo testo si concentra solo sulle forme verbali, sugli usi pratici e sulle coniugazioni, ed è ricco di esempi. Non è un volume spaventoso e approfondirne la conoscenza è probabilmente l'unico modo per arrivare a comprendere qualcosa di più di una parola qua e la e accumulare una massa critica di informazioni sufficienti per imparare qualcosa semplicemente guardando serie di episodi sullo schermo.
D'altro canto una pratica continua della lingua è indispensabile.

Svelati due misteri in un colpo solo: perchè le strade in Giappone non hanno un nome e perchè è interessante approfondire la conoscenza di qualcosa di diverso da come si è soliti fare, pensare, vivere e conoscere. Il tutto grazie a TED, la piattaforma di videoconferenze free che vuol fare girare le idee interessanti in rete e nel mondo.
via giavasan
E chi ha voglia di sentire la canzone degli U2 faccia click qui.


Anche l'ispettore Koichi Zenigata, abbonato alla figura del pirla per opera dell'astuto Lupin III, ha un antenato molto famoso. Il suo nome è Heiji Zenigata, un okappiki (poliziotto semplice) che durante il periodo Edo (i primi del novecento) era solito sconfiggere i criminali semplicemente con il suo bastone di ferro e gettando delle monete ("zeni" significa moneta).
Il successo di questo personaggio, inventato da Kodo Nomura per distrarre il figlio costretto a letto dalla tubercolosi, era enorme e fece guadagnare moltissimo al suo autore, che pubblicò le storie del poliziotto per 27 anni consecutivi e lo fece diventare lo Sherlock Holmes d'oriente. Alla fine della seconda guerra mondiale Nomura aiutò un amico la cui ditta era in difficoltà con un prestito di ben 100 milioni di yen (qualche migliaio di yen avrebbero permesso di comperare una villa).
Ecco come Zenigata ha salvato la playstation.
image: Koichi e Heiji Zenigata
Questo e il precedente post su Goemon sono tratti dal libro di Keiko Ichiguchi: "Perchè i giapponesi hanno gli occhi a mandorla", ricchissimo di aneddoti sul paese del Sol Levante riportati di prima mano dall'autrice.

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