
Difficile reinterpretare una icona assoluta come Rei Ayanami e riuscire addirittura a donarle un certo tocco realistico.
La mirabolante impresa è riuscita alla grande a Ryo Iwai che nel portfolio raccoglie anche Asuka e addirittura una imperdibile Hatsune Miku con nunchuck.


Australiano, nato nel 1881, Henry Clive (Henry Olive O'Hara) è stato uno dei migliori pennelli della Jazz Age, gli anni dal 1920 al 1930.
Illustratore e pittore ha vissuto gran parte della sua vita in California, dove ha imparato a padroneggiare la tecnica ad olio e il genere figurativo.
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"Sultana" / "The White Dove" by Henry Clive


Questo ritratto in grafite di Christina Ricci cattura l'essenza dell'attrice: un po' sexy, un po' buffa, un po' all'antica ed anche un po' strana.
E' opera di Dusty Griffin, illustratore texano che si cimenta con qualunque tecnica, oltre alle matite infatti sul sito sono presenti opere ad inchiostro, biro, digitali ecc.
Non mancano nemmeno articoli sulle realizzazioni passo-passo, tutorial e link a utili risorse.


Quello cui aspira Aya Kato, giovane artista giapponese, è un mondo dove tutti siano in contatto con la propria interiorità ma siano al tempo stesso aperti all'amicizia e all'armonia. Un processo che prende le mosse da un approccio estetico deciso, in cui riecheggiano strati e strati di stilemi nipponici, e l'atteggiamento filosofico del bushido.
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Ha anche collaborato alla realizzazione del video di Sleep with Butterflies di Tori Amos.


"Se il mondo continua a turbinare", "Naufragando in un mare di incertezza", "Ciò che è perso e non è stato trovato". Sono alcuni dei titoli delle opere di Tran Nguyen, giovane illustratrice di origine vietnamita che vive e lavora in USA e che ama mettere al centro del suo obiettivo artistico il tema del opera come terapia psicologica, un veicolo per l'analisi introspettiva, per sorprendersi o semplicemente per rilassarsi.
La gallery è davvero impressionante per tecnica e temi raffigurati. Una summa di allegorie di stati d'animo quotidiani che per il solo fatto di trovare una rappresentazione sono già di per se garanzia di una qualche forma di benessere.


Zara Picken, da Bristol, è una artista che ricorda molto le brillanti opere di Christoph Riemann.
Le piace intavolare metafore visive di grande semplicità e impatto, colorate con lo stile della metà del secolo scorso (soprattutto della carta di quel periodo) e un immancabile humor inglese che conquista di colpo.


Sam Wolfe Connelly, classe '88, è un giovanissimo illustratore americano che tratteggia nelle sue opere un immaginario fatto di moderne chimere e orrori che ci aspettano subito dietro l'angolo. Disegni che non lasciano indifferenti e costringono chi osserva ad approfondire l'analisi, catturati da una strana, sottile malìa.
Non mancano nel suo portfolio anche cover, poster cinematografici e allegorie varie.
image: flambeau - acrylic washes/colored pencil


Javier Alcalde, spagnolo, illustra con tecnica vettoriale e uno stile morbido e latino, estremamente pulito e una palette fatta di tinte morbide. E' un cover artist, grafico pubblicitario, vignettista, fumettaro e illustratore a 360°.


Grzegorz Wróbel è un architetto polacco che realizza paesaggi tipicamente urbani in acquerello.
Impossibile non notare l'estrema pulizia delle realizzazioni, una caratteristica ancor più notevole visto che la tecnica scelta non facilita certo il lavoro.
Wróbel ha nel suo portfolio moltissime immagini degne di nota e c'è anche qualche realizzazione passo passo che illustra come si sviluppa la sua tecnica sulla tavola.
image: Portal from Gorlitz


John Mattos incrocia il suo stile anni ruggenti con gli strumenti vettoriali del giorno d'oggi e il risultato è classico, epico e moderno allo stesso tempo.
L'artista ha ricevuto oltre 100 premi in giro per il mondo da un sacco di atenei fra i quali anche il prestigioso MIT.


Jace Wallace, dalla calda Florida, illustra soggetti decisamente "hot", e dimostra una abilità notevole con il digital painting.
Le sue ragazze ammiccano con sicurezza da dietro lo schermo illuminate da colori radiosi e morbide sfumature.


Come ogni giapponese Yukari Terakado ama i gatti e le piace realizzare le sue opere, quasi sempre primi piani di ragazze, con un occhio all'estetica occidentale.
Ha lavorato per diversi brand importanti come Sony ed ha fatto di tutto, dai disegni per le t-shirt alle esposizioni personali.
Sembra molto interessata ad inserire teschi qua e la per spaventare i suoi soggetti...
..."sharekoube".


Melissa Haslam è una rinomata illustratrice australiana con un solido background nella computer grafica e nelle tecnologie multimediali.
Le piace prendere di mira giovani fanciulle romantiche e schiaffarle dentro a scenari da fiaba, influenzati da studi di botanica, le opere dei preraffaelliti, l'immaginario nipponico e la fotografia di moda.
Le sue opere sono già state ospitate in molte mostre in giro per il mondo.
E a volte Melissa si ricorda di aggiornare il suo blog.


Una delle cose più affascinanti che si possono fare con internet è viaggiare a ritroso nel tempo, alla scoperta di meravigliose immagini destinate altrimenti a vecchie riviste polverose dimenticate in soffitta.
Si corre il rischio di scoprire il lavoro di illustratori del calibro di Rolf Armstrong, che vide l'apice della sua carriera e della sua ispirazione artistica nei ruggenti anni '20.


Lo sforzo di scrivere il nome di questo artista correttamente deve essere riequilibrato dall'affidarsi alla descrizione che ne fa change the thought:
Keith Sharwath è un designer, illustratore e art director di Los Angeles che da oltre 10 anni crea vere e proprie icone per arte, moda e l'industria musicale .
I suoi progetti più interessanti includono poster, titoli e design promozionale per il film "Beautiful Losers", la mostra "Re-Run" per Nike, uno show itinerante curato da Aaron Rose e ultimamente la direzione artistica della copia primavera 2010 di GOOD magazine.
from the Nike re-run exibition


"May Ann Licudine è una illustratrice filippina il cui stile brucia dalla voglia di essere usato per accompagnare fiabe e storie per bambini."
- Drawn!
La serie di grafiti 7"x7" "innocent girls" costa 100$ al pezzo. L'autrice ha pubblicato l'immagine dell'ultima, intitolata "Akiyama" (qui K-on ci cova...), e non è nemmeno riuscita ad aggiungerla al suo shop online che era già stata venduta e prepagata.
Hisa (innocent girls serie)


Tom Whalen interpreta perfettamente lo spirito grafico di questo periodo, fatto di echi del passato e stile retro nel quale vengono iniettati decisi tratti di ispirazione moderna.
Le curve sono regolari, perfette come solo i programmi di illustrazione vettoriale possono permettere e la palette sbadita invece sembra uscire da una vecchia cover di un libro anni '70.
La contrapposizione rende tutto più interessante, almeno fino a che qualcuno non troverà un nuovo sentiero nella foresta delle idee.


Alcuni artisti digitali si avvicinano con una certa soggezione a quella signora affascinante ma pericolosa che è Madame Saturazione. E' difficile resistere alle sue malìe.
Thien Bao invece non si pone nemmeno lontanamente il problema e abbraccia con forza il culto dei colori al neon, che irradiano potenti nell'oscurità fino a profanare la retina.
E' tempo di inforcare gli occhiali da sole e abbronzarsi un po' con la sua spettacolare gallery. Il blog contiene anche alcuni work in progress.
(non a caso) The Electrics - 2008, detail


Olivia De Berardinis è probabilmente la più rinomata pinup artist del mondo. Ha passato la giovinezza trasferendosi periodicamente qua e la per la East Coast ritraendo la madre mentre girava per casa mezza nuda. Dopo aver frequentato la school of visual arts a New York, e con praticamente solo soggetti femminili nel portfolio, per iniziare a lavorare decise di presentarsi alle riviste dedicate ad un pubblico maschile.
Questo contribuì ad incentrare la sua produzione ancora più su "pinup, erotica, glamour e burlesque". Fino ad approdare mensilmente sulle pagine di Playboy.
Sul suo sito ufficiale è possibile acquistare un sacco di merchandising.
Bettie Page posters
l'intervista su White Hot: Breaking the Artistic Glass Ceiling
at the Art History Archive


Quando Ayako Ono entra nel colorificio oramai i commessi sanno che verrà loro chiesta solo una tinta: quella blu. Vista la scelta non poteva non finire prima o poi fra queste pagine.
Questa artista sembra ossessionata dal colore solitamente associato alla tristezza e ama ritrarre "soggetti isolati in luoghi pubblici, la cui oggettività verso loro stessi diviene un problema di identità".
"Questi concetti sono basati sull'assunto che le persone si possono sentire sole anche in mezzo ad una folla e non ha alcuna impotanza da dove provengano. Hanno raggiunto un punto nel quale possono fare a meno della loro identità grazie ad una acuta introspezione".
untitled acrilyc on canvas, 2009
[via]

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