
Aggirandosi rapidi e furtivi in un dungon indossando armatura scintillante e pennacchio può capitare di incontrare di tutto, dall'occasionale blob, fin troppo prevedibile nel suo pattern ellittico, a presenze ben più noiose che adorano infidi attacchi diagonali. In ogni corridoio si può nascondere il fan numero uno del vecchio Indy: la sfera rotolante... e occhio agli immancabili bauli, ci può essere qualche subdola trappola appuntita nei dintorni. Quelle orride piante riescono a fare attacchi anche attraverso le mura ! Meglio sfonderare la fida pistola e farle secche subito.
Shoot First è opera del giovane Beau Blythe (con l'ottima colonna sonora del fratello Austin). Probabilemente a scuola hanno un po' sorvolato sul medioevo (in fondo una faccenducola europea durata solo qualche secolo) e così i nobili cavalieri controllati dai giocatori possono far fuoco a ripetizione con armi degne di moderne semiautomatiche. Un anacronismo esilarante che non è l'unica cosa divertente di questo eccellente gioco di esplorazione, con i dungeon generati casualmente (roguelike) e nemici ben caratterizzati e animati.
Ah, nel caso la faccenda risulti un po' sinistra ci si può portar dietro un'amico (co-op).


Graphic Adventures è un ebook free e un libro tradizionale acquistabile su amazon che racconta uno per uno gli aneddoti più interessanti su un genere un po' trascurato ma che tornerà presto di moda: le avventure grafiche.
I capolavori di Lucasarts e Sierra vengono passati al vaglio con l'ausilio delle informazioni di wikipedia ed interfviste esclusive ad alcuni dei creatori, ad esempio Al Lowe (Leisure Suit Larry, che guardandolo bene oggi ricorda proprio qualcuno...).
I grandi classici del genere ci sono tutti: Maniac Mansion, Indiana Jones, Zak McKraken, King Quest, Space Quest, Gabriel Knight, ma non mancano anche capolavori di altre case: Neuromancer, Beneath a Steel Sky, Return to Zork e molti altri.


Certi annosi misteri possono finalmente essere risolti grazie a recorded amiga games, un vero tuffo nella nostalgia per molti.
Praticamente ogni grande classico del magico microcomputer di Commodore è stato abilmente terminato e registrato, ed è liberamente scaricabile dal sito. Anche giochi impossibili come il tremendo "Weird Dreams", dove il minimo errore era fatale.
Finalmente sarà possibile per chiunque scoprire cosa succede sulla Luna una volta riusciti ad assemblare il razzo in "Rocket Ranger" (spoiler: qualcosa che ha a che fare con delle virago nazi !).


Lanciamoci un uno dei più divertenti esercizi intellettuali a disposizione del tecnofilo medio: potendo tornare indietro nel tempo nei tardi anni '70, chi ha l'idea migliore su cosa fare in quell'era ipotecnologica dove 8 bit erano il massimo concepibile ?
Alex Varanese ha le idee molto chiare. Si troverebbe causalmente in tasca qualche etto di silicio ben alimentato e darebbe vita ad un passato alternativo dove la radica di plastica è dappertutto, il VCS 2600 da brillante di gran pregio diventa in un attimo il Koh-i-Noor, e il Commodore 64 portatile, semiaperto, veleggia simmetrico in un cielo illuminato da luci decisamente classiche.


Negli anni '80, la prima decade dei pixel controllati con un joystick, i personaggi erano grezzi pupazzi abbozzati e la parte del leone nella fantasia del giocatore la faceva la copertina della confezione, che riportava una suggestiva illustrazione che faceva capolino in modo subliminale durante il succedersi degli eventi sullo schermo.
Mick Farrow ha deciso di spendere un po' del suo tempo libero per ricreare alcuni dei capisaldi dell'epoca cercando di usare per la grafica un grado di fedeltà maggiore alla cover originale.
L'ultimo arrivo made in Farrow è Donkey Kong, dove una ben riconoscibile Peach si sgola in cima alla struttura metallica prigioniera dello scimmione ancora senza cravatta con le iniziali.
In precedenza il nostro si è dedicato ad altri imperdibili giochi quali: Hunchback, Jetpack e Rambo.


La trilogia di Sabreman, iniziata con Sabre Wulf e proseguita con Underwurlde, usci tra il 1980 e il 1984 (l'età dell'oro dei microcomputer) e diede lustro a quel piccolo pezzetto di notte con l'arcobaleno che era chiamato Spectrum.
Era un 3D pieno, senza la benchè minima compenetrazione e la prospettiva rigorosamente isometrica facilitava il lavoro del piccolo, glorioso Z80. I possessori di Commodore 64 diventavano verdi di invidia come le mura dei palazzi del gioco nel vedere l'azione svolgersi così perfetta sul gioiello di Sir Clive Sinclair. Alla fine ebbero anche loro un contentino.
Il terzo capitolo gode ora di un eccellente remake che ha occupato ben 4 anni di tempo al suo realizzatore:

Troppo zucchero nell'aria ? Fortunatamente il sangue ha un sapore metallico e salato.
Questo non è il rosso del Natale. The Black Heart, il beat'em up creato da Andres Borghi in sette anni di duro lavoro e usando il mugen engine, mostra i combattimenti sovrannaturali tra 6 creature da incubo tra le quali spicca Noroko, lo spirito nella bambola giapponese dotato dei tipici poteri che fanno saltare sulla sedia in film come Ringu o Ju-On. Così quando le mezzelune riescono si prende quasi paura per gli effetti delle mosse.
The Black Heart by Andres Borghi
"tasukete... tasukete..."


Il game font database raccoglie quasi 250 caratteri usati in celebri videogame che vanno dall'età dell'oro di Atari all'attuale Guitar Hero.
Gli usi che si possono fare di questi font spesso dagli spigoli ad angolo retto sono i più disparati, possono abbellire illustrazioni celebrative, foto, record o cover di collezioni varie.
UPDATE: E ce ne sono altri cinquanta !.


Qual'è il grande classico dell'Atari dove ci si trova catapultati in un carro armato del futuro in un buio vuoto cosmico illuminato soltanto dalla luce dei vettori ?
Esatto ! Battlezone si può giocare immediatamente dentro al browser, insieme ad alcuni altri grandissimi titoli come Adventure, Asteroids, Crystal Castles, Lunar Lander e Yar's Revenge.

Charlie Brooker presenta sulla BBC un programma che ripercorre la storia dei videogame con tanto di immancabile humor inglese, tutti gli hit delle decadi passate e infiniti effetti a tema. Imperdibile la spiegazione della classificazione dei giochi, (platform, shooter, ecc.) illustrata da un mimo con un invader sul petto, una tuta nera e l'immancabile fondale bianco.
Ecco tutte le puntate.
[via tig source]


L'eredità di David Crane resta ricchissima. Oltre all'influenza che esercitano ancora oggi titoli come Little Computer People, Pitfall e Ghostbusters c'è questo divertente remake di A Boy and his Blob, creato dal cofondatore di Activision 20 anni fa per NES.
La nuova versione si presenta con una bella grafica ma la caratteristica più rivoluzionaria è ancora il pulsante per abbracciare il blob, che dopo un miliardo di comandi per fare fuoco con qualunque arma della galassia può essere una gradita novità.

Leggere un libro sui videogame può mai essere più divertente di giocarli ? Fino a ieri la risposta era no; dopo l'uscita di Vintage Games la risposta resta, ovviamente, ancora negativa (non scherziamo) ma questo libro è uno dei pochi degni di essere presi in considerazione. 25 capitoli (più alcuni immancabili bonus) trasportano il lettore avanti e indietro nel tempo seguendo la rotta tracciata da intrepidi vascelli digitali assemblati faticosamente pixel per pixel e destinati a diventare autentiche, mirabolanti, macchine da guerra del divertimento.
"Alone in the Dark" (1992) apre le danze e introduce il tema della paura, un genere che presto sarebbe stato dominato dai maledetti zombie di "Resident Evil". Il secondo capitolo è dedicato a "Castle Wolvenstein" ambientato in un antico, oscuro labirinto ed uscito per Apple IIe che solo 11 anni dopo sarebbe diventato in 3D ad opera della ID software. Poi si va avanti con "Diablo" e gli altri "roguelike", nel capitolo di "Doom" si parla anche dell'immersivo "Ultima Underworld", il violento "GTA III" si accompagna all'esotico "Shenmue" e così via. Senza dimenticare "Computer Space" (1962) e "International Soccer", "Pac-man" e "Zork".


In icycle si provano le emozioni di fare un bel giro in triciclo completamente nudi attraverso la prossima era glaciale. La grafica è veramente notevole.
(E speriamo che ci sia Scrat da qualche parte)


Virginia Petrarca intervista Noah Falstein in occasione del recente GAMECON, e strappa un sacco di retroscena sullo sviluppo di Indiana Jones and the Fate of Atlantis, probabilmente ancora oggi il migliore gioco mai dedicato al temerario professore di archeologia interpretato da Harrison Ford (parte 1, parte 2).

Hana bi (煙火 "fiore di fuoco") è la traduzione dal giapponese di "fuoco artificiale", e se ne vedono parecchi in questo finto retro-game dove un miliardo di proiettili fa scoppiare nello spazio infinite forme floreali.


Su Art of the Arcade alcune chicche introvabili: lo schema del titolo di "Gravitar", le cover dei giochi Fairchild (il precedessore di VCS 2600), i disegni originali su carta millimetrata della grafica di "Pole Position".
Assolutamente da non perdere il link a Starcade, che contiene quasi metà degli episodi del mitico show televisivo ambientato in una sala giochi dell'epoca, dove venivano provati gli ultimissimi arrivi di allora.


I gloriosi tempi del garage programming ritornano con BlitzMAX, storico linguaggio nato ai tempi dell'AMOS per Amiga e ora diventuto multipiattaforma, con addirittura il supporto per la grafica 3D.
Non manca nulla. C'è una solida community, moduli per la fisica ecc., tutorial e guide for dummies.
C'è addirittura la rivista !


Ecco un museo d'arte moderna, un non luogo bianco di immagini ed oggetti. Teoria, esperimenti e deliri. Pittura, numeri e studi prospettici.
Ah, c'è anche Tempest.
Tempest by RoseMarie Fiore

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