
C'era una volta una compagnia ricca, bella e potente, la cui tecnologia era ammirata e riverita in tutto il mondo. Grazie alle sue idee rivoluzionarie e anticonformiste il fondatore e presidente era diventato famoso e dirigeva la compagnia con criteri originali, dettati dalle esigenze peculiari del lavoro che occorreva fare. Le scrivanie avevano le rotelle per poter formare gruppi di lavoro diversi in ogni istante e non c'era una vera e propria gerarchia aziendale.
Suona come una favola, ma è la realtà di Valve software, come documentato dal suo manuale per il nuovo assunto.

Warren Spector, durante il suo corso universitario alla University of Texas di Austin, ha incontrato alcuni dei luminari dell'industria del videogame e realizzato delle eccellenti interviste nelle quali emerge cosa accadeva dietro le quinte di alcuni di giochi più importanti della storia.
Il personaggio di gran lunga più influente è senz'altro Richard Garriott (Lord British), pioniere, imprenditore, game designer, astronauta e fondatore di Origin (la casa della serie Ultima). Il racconto prende il via dai gingilli che suo padre gli portava a casa dalla base spaziale di Huston, prosegue con le nottate a programmare - su nastri perforati - un PDP11, l'arrivo del primo apple II e la creazione del primo gioco di ruolo online del mondo (Ultima Online, che compie 15 anni ed è ancora funzionante e pieno di giocatori), nel quale Lord British amava aggirarsi, spesso invisibile, per controllare come andavano le cose.
Garriott ora sta per lanciare il suo prossimo MMO con la nuova compagnia: Portalarium.
A seguire i video delle interviste.

A volte le idee migliori sono quelle che si realizzano in pochissimo tempo e This Precious Land è probabilmente uno di questi casi.
Il gioco per windows è stato sviluppato per la competizione in 48 ore Ludum Dare e ricorda un po' Populous, ma senza fanatici adoranti che guerreggiano.
Solo la natura e i suoi meccanismi di base, anch'essi tutti da scoprire.
E ci sono anche il codice sorgente e l'analisi postuma.

C'è stato un tempo nel quale non c'erano abbastanza risorse per evocare un mondo intero dietro lo schermo. Poche linee, suoni ripetitivi. Luce e buio. Per primo giunse The Lords of Midnight che dispiegava le prime colline a perdita d'occhio nelle sue migliaia di schermate panoramiche. Il tutto in 48 miseri Kb (oggi se ne usano anche di più per una sola icona).
E poi arrivò Elite. E la mente di molti si soffermò a chiedersi per quale strano incantesimo fosse possibile stipare una galassia in un dischetto. Era evidente che manipolando le strutture dati con arguzia si potevano sfondare confini impensabili.
Oggi che anche la rete fa parte dell'equazione è possibile imbarcarsi per viaggi di settimane (o mesi o anni) alla scoperta dei segreti di ciascuno dei mondi creati con le ultime tecnologie.
Eccone venticinque !


Tiggit è semplicemente lo "steam" dei giochi della scena indipendente.
La piattaforma lanciata da Valve alcuni anni or sono è invidiata da tutti gli altri publisher (Electronic Arts prova pure a farle concorrenza), e mancava un qualcosa di simile ma destinato ai veri videogame.
L'innovazione oramai si trova infatti solo in quelli sviluppati dai piccoli, agili e coraggiosi team indipendenti, liberi dai publisher markettari che oramai rovinano ogni franchise con le loro pretese di infilare clichè ovunque.
Lunga vita quindi ai 250 (già diventati 284) giochi free pubblicati fino ad ora su Tiggit.

E' Asteroids. E' tutto ancora lì: una singola navetta nello lo spazio, asteroidi, proiettili, navi nemiche.
Solo che è tutto elevato all'ennesima potenza. Il ritmo è indiavolato. La musica è incessante. Gli spazi di manovra sono strettissimi e le armi (davvero devastanti) sono appena sufficienti per fronteggiare un esercito di ottuse rocce in orbita intorno al pianeta. Alla caccia del massimo punteggio.
Dopo aver finito un'altra sessione nei deserti di fuoco di Journey si sente forte il richiamo di una pausa "ignorante" di un puro classico arcade game.
Giusto per non elevarsi troppo, eh.


Peter Molyneux è nella top 10 dei game designer del mondo, ma probabilmente come "chiacchierone" è il numero uno assoluto. L'inglese di Guildford è un abilissimo affabulatore ed è in grado di evocare giochi leggendari nella mente dei giocatori. Purtroppo il suo team di sviluppo fa molta più fatica a stargli dietro.
La sua capacità di incantare è così grande da aver ispirato un "doppeltwitter", un imitatore che cinguetta nello stile del maestro. Ma non è tutto. L'incantesimo prosegue ad un ulteriore livello di ispirazione e questi tweet stralunati, metafisici, bizzarri e poetici diventano una competizione: what would molydeux. Quasi 300 giochi partecipano alla gara, ognuno con il tweet che lo ha ispirato.
E Peter, l'originale questa volta, testimone dell'evento.


Quasi 30 anni fa i videogiochi sbarcavano in edicola per opera dell'editoriale Jackson e del leggendario Studio Vit (che poi avrebbe curato Zzap! edizione italiana, Kappa, Zeta e di nuovo Videogiochi).
Il sito museo-computer.it raccoglie alcuni storici numeri di quella lontanissima epoca d'oro, quasi mitica, dove non esistevano generi definiti, tutto era ancora da inventare ed ogni gioco aveva mesi se non anni di spazio per farsi notare.
I colori erano pochi, il sonoro era rudimentale e la grafica era degna di un quaderno delle elementari, ma il fascino di quelle perle è quello dell'epoca del muto del cinema. Sconfina nel poetico.
Videogiochi - numero 6 settembre 1983


Hubris è una versione creata con Adventure Game Studio del classico gioco di carte Arcomage.
Due maghi combattono nelle loro torri e devono prevalere. Le risorse a disposizione sono la cava (rosso), il deposito (blu) e il dungeon (verde), che permettono di giocare carte del tipo (colore) correlato. Ci sono 102 diverse carte e si gioca a turno contro l'intelligenza artificiale.


Un'altra perla targata Nitrome.
Rainbogeddon sembra il Pac Man del 2000, con dentro però Dig Dug e anche Bomberman. Il tutto in perfetto stile '80s con brillanti colori arcobaleno da fumosa ala giochi e immancabile colonna sonora techno.
Sembra la creazione di un Jeff Minter in stato di grazia, e siamo certi che quando lo vedrà, Mr LLama si mangerà i gomiti.


Gluey è Tetris con i Barbapapà.
Ma su physics games ci sono molti altri giochi basati sulla fisica.


I serious games sono videogame dove l'intrattenimento è secondario rispetto alla funzione di training in una abilità o conoscenza specifica.
Il linguaggio videoludico si è evoluto negli ultimi 40 anni e oggi la sua potenza espressiva, coadiuvata dall'interazione con il giocatore e la misurazione del feedback sono probabilmente lo strumento principale per veicolare know how anche complesso.
Non a caso questo genere di simulazioni vengono usate anche in ambito militare. Ma gli impieghi civili sono innumerevoli, e cresceranno a dismisura in futuro, permettendo alle scuole di formare allievi sempre più rapidi a saper intepretare la crecente complessità del mondo.
E le vecchie generazioni si tengano strette il loro DS XL per presbiti, potrebbe essere la loro unica arma per rimanere a galla.


Per tutte le curiosità sui mattoncini più famosi del mondo, i Lego, c'è un portale degno della loro fama: Brother's Brick.
Sembra addirittura meglio di quello ufficiale.

Più di 500 video degli arcade più classici della golden age dei videogame. Un ottimo modo per fare una selezione tra gli oltre 10.000 titoli che si possono riprovare con il m.a.m.e..
Rompers (c) 1989 - Namco


La storia di Tetris, il videogame più famoso del pianeta, è anche una fiaba, con uno scienziato, un globe trotter del game design, un cattivo, un intrigo ungherese e molto altro.
Dalla Russia con amore - Alexey Pajitnov e Henk Rogers
Non manca nemmeno la rivelazione di come sia nata l'idea originale. C'entrano addirittura Galileo, Newton e Einstein e la loro comune passione per una certa legge.

Uncharted 3: Drake's Deception è il capitolo finale della trilogia di Naughty Dog sulle avventure di Indiana J... Nathan Drake. Magari fosse anche la fine di un game design funestato dall'onnipresente scripting, che rende il perdere una vita qualcosa di inutile. Tanto con la nuova le cose si ripresenteranno identiche e riusciremo, con prodigioso intuito retroattivo grazie all'avere appena assistito agli eventi, a scamparla per il rotto della cuffia. E la mente corre inetivabilmente all'apogeo di questo tipo di gameplay: Dragon's Lair (un capolavoro 30 anni fa, ma impresentabile oggi).
Sorvolando su questi problemi che affliggono regolarmente i titoli più diffusi, il gioco si rivela comunque spettacolare come una pellicola Hollywoodiana, e spinge ai limiti l'hardware PS3. I negozietti in Yemen sono prodigiosi per i dettagli, così come il deserto e le altre location. E tutto gira senza lasciare un frame non calcolato. Tecnicamente un capolavoro.
Uncharted 3 è comunque imperdibile, magari da evitare però a prezzo pieno.


Zelda, Skyward Sword è il canto del cigno per quella che è stata una delle console più innovative di tutti i tempi: il Nintendo Wii. Alla fine del ciclo di vita arrivano spesso i titoli migliori e l'importanza cardinale di questo franchise fanno sì che questo sia anche, probabilmente, il gioco migliore della piccola meraviglia della casa di Kyoto.
Vale quindi la pena approfondire la conoscenza con il capitolo del 25ennale con una serie di articoli:
making of
l'ispirazione
evoluzione
intervista con Miyamoto e Aonuma
Zelda 25th tribute album (download free)


Dopo 5 anni. L'RPG di riferimento è arrivato. E non poteva mancare su queste pagine.
Skyrim
un po' di rotelline da girare
interfaccia
@FB
Skyrim meme
forum ufficiale (utile per patch e problemi vari della versione PC)
Steam Community Workshop (official mods)
Nexus (mods)
Todd Howard @ DICE2012
Radiant AI quest system (avventure procedurali !)
creation kit tuts - creation kit reference
MODs:
http://www.rockpapershotgun.com/2012/03/10/build-your-own-skyrim-part-1-...
http://www.rockpapershotgun.com/2012/03/17/build-your-own-skyrim-part-2-...
http://www.rockpapershotgun.com/2012/03/24/build-your-own-skyrim-part-3-...
Best mods of the week:
http://www.gamespot.com/features/top-five-skyrim-mods-of-the-week-april-...
How To Get Skyrim Looking As Awesome As Computationally Possible


Desktop Dungeons si porta le sue nobili iniziali (D&D) con onore, ed è un gioiellino che non è sfuggito a molti giocatori. Un po' roguelike, un po' puzzle game, prende 10 minuti in tutto, ma è come fare il sudoku con la spada a due mani. Da provare.
La grossa novità è l'interessantissima versione in HTML5 che lo rende fruibile praticamente anche su ferri da stiro non particolarmente in voga.
