cultura

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David Foster Wallace

David Foster Wallace
20 anni fa, nel 1996, usciva Infinite Jest di David Foster Wallace, capolavoro letterario, "Everest" della lettura con le sue 1100 pagine, indagine da parte di un animo brillantissimo e sensibile sulle ragioni del dominio dell'intrattenimento su tutto il resto e chissà quante altre cose.

Una riflessione utile se non indispensabile sullo stato delle cose, fuori e dentro di sé, e come spesso succede ai libri, un manuale di sopravvivenza per la modernità che spinge chi lo legga a fondo a cambiare.

A cultish figure with a sprawling talent
Could the Internet Age See Another David Foster Wallace?
recensioni di Infinite Jest
Why You Should Use a Dictionary


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Errori Argomentativi

okuribito
Ancora una volta ci addentriamo nella retorica e, dopo la lista delle distorsioni cognitive affrontiamo gli errori argomentativi (logical fallacies).

Sono 42 voci, che vanno da "ricorso a credenze" a "due torti fanno una ragione", da "ad hominem" a "avvelenamento del pozzo". Roba da avvocati di grido, ma utili anche per decodificare molto del fumo sparato nei dibattiti televisivi e sui social.

Logical Fallacies
Errori Argomentativi (traduzione di Matteo Dell'Amico)


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Una misura della lingua

nihongo test
Questo test di conoscenza di parole sembra abbastanza interessante, anche se forse un po' generoso.

Dopo 3 prove comparative con italiano, inglese e giapponese ho notato che i punteggi non sono del tutto sparati a caso e possono, se fatti a distanza di molto tempo, misurare effettivamente eventuali miglioramenti nello studio di lingue straniere.

Nell'immagine a lato: il risultato del test in giapponese mostra la conoscenza simile a quella di un bambino di 8 anni, come il 42% della popolazione nipponica.

giapponese
inglese
italiano
spagnolo
francese
tedesco


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La famigerata colonna di destra

giornaletti


Un pezzo molto interessante di Prismo su giornali, scorciatoie editoriali, clickbait e altri disastri informativi.

Quando parliamo di mass media dobbiamo pensare alle “notizie” come a dei prodotti di massa, progettati per raggiungere un target definito e spesso concepito in modo antiquato: i lettori cioè, vengono ridotti a un numero da vendere agli inserzionisti. Quello che le testate sembrano non aver capito, è che i lettori sono diventati consumatori attivi che, quando si sentono presi in giro, hanno a disposizione una voce per esprimere il proprio disappunto, e che di conseguenza il rapporto tra giornalisti e lettori non è più di tipo passivo come nella comunicazione broadcast.


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Vita ?

life

Malgrado secoli di discussioni, esperimenti, riflessioni e progressi scientifici, nessuna delle definizioni di "vita" proposte finora riesce a discriminare in modo netto e soddisfacente fra ciò che chiamiamo animato e ciò che consideriamo inanimato. Forse perché il vero elemento comune delle cose che definiamo vive non è una loro proprietà intrinseca, ma la nostra percezione di esse.
- Ferris Jabr

Perché la vita, in realtà, non esiste.


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La fine del pensiero critico

critical thinking
"Siamo ancora capaci di pensiero critico ?" è un articolo che affronta il grave problema della disinformazione nella information age.

I social media sono progettati per reazioni spontanee e immediate. Le notizie spesso più altisonanti sono oggetto di condivisione virali, indipendentemente dal fatto che siano vere o meno. La capacità di discriminazione tra vero e falso è in drastica diminuzione, anche grazie alle "illusioni" dell'apprendimento: le distorsioni cognitive.

Inoltre il cervello è un potente pattern detector, in grado di scovare o addirittura inventare correlazioni dove non ce ne sono (da cui nascono superstizioni, convinzioni ecc.).

Ambasciatori dei brand, pubblicità, limiti cognitivi e di memoria, sovrainformazione, mix di notizie vere e false sugli stessi media: un cocktail esplosivo.

list of cognitive biases

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Silicon Valley

Silicon Valley


Il bel pezzo di Prismo spiega le chiavi di lettura della serie HBO Silicon Valley e probabilmente anche della realtà stessa nella quale viviamo, visto che la satira di fantasia sulla jungla di silicio californiana resta spesso indietro rispetto a quello che succede al mondo "reale" che gira sempre più intorno ad app, smartphone e social networks.

sito ufficiale
facebook

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Rai Play

Rai Play USA blob
La recente puntata di Blob: "USA Blob", mostra una vitalità incredibile per un programma che resta innovativo decenni dopo la prima messa in onda.
E' davvero una iniezione di cultura neo-postmoderna che prende spunto dalle elezioni presidenziali USA per fare sfoggio di tutte le infinite possibilità di montaggio che da sempre sono la base fondante di questo geniale programma.

E finalmente le possibilità di vedere, rivedere (ed altro) praticamente l'intero palinsesto entra nel XXI secolo grazie alla nuova piattaforma RAI Play, davvero all'altezza dell'istituzione.

Perchè in fondo l'Italia è una repubblica fondata, anche, sul tubo catodico.

Blob resiste di Cecilia Valenti

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Halt and Catch Fire

Halt and Catch Fire
Il revival degli anni '80, in questo caso non certo fine a sé stesso, continua con Halt and Catch Fire, una acuta serie AMC ambientata nell'età dell'oro dell'informatica, quando tutto era ancora da scrivere: hardware, software e regole del gioco.

Si tratta di una rivoluzione mondiale e una nuova corsa all'oro che è iniziata in quegli anni per arrivare a cambiare il mondo, e che è cominciata in modo forse meno intrigante di quanto narrato, ma certamente significativo.

imdb
rotten tomatoes
sito ufficiale
wikipedia
AV club

How “Halt and Catch Fire” Used Punk Music to Empower Its Female Characters


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Fabula di Matteo di Pascale

Fabula di Matteo di Pascale
Matteo di Pascale, già creatore del tool creativo "Intuiti", lancia un nuovo progetto su kickstarter: Fabula Storytelling Cards, un mazzo di carte per inventare e decodificare storie di ogni genere, basato sul lavoro di Joseph Campbell.

Negli esempi riportati si possono ammirare le strutture narrative di storie e serie come "Pinocchio", "Inception" di Nolan, "Breaking Bad" e "Game of Thrones".


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Diane Morgan: Philomena Cunk

Diane Morgan è nata dalle parti di Stan Laurel, (in Cumbria, quella che si chiamava Lancashire) ed è cresciuta ammirando i comici della golden age.

I successo è arrivato dopo una lunga gavetta con il personaggio di Philomena Cunk, una "dimwit" (scema) alla guida di un programma di approfondimento scientifico e culturale.

Le occasioni per risate nel più tipico british humour si sprecano, con ospiti veri cui vengono poste domande che vanno dall'imbarazzante all'assurdo, e alle quali i malcapitati, essendo inglesi, devono rispondere per legge senza perdere un grammo del loro leggendario aplomb.

twitter
sito ufficiale
wikipedia
the guardian: Meet Diane Morgan
the guardian: Philomena contro Shakespeare


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Un saluto dalla Taverna Magica - D&D

hello from the magic tavern
Hello, from the Magic Tavern è un podcast dedicato alle avventure (secondo le regole di Dungeon & Dragons) di Arnie, caduto in un portale dietro ad un Burger King di Chicago nella magica terra di Foon. Qui, lui e il suo gruppo di amici, un mutaforma momentaneamente a forma di tasso ed un pomposo mago.

Un po' gioco di ruolo, un po' teatro, un po' trasmissione radiofonica. Ma è assolutamente un'ottima idea.

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