
Charli XCX descrive la vita da popstar come un paradosso schizofrenico, sospeso tra l'ebbrezza di sentirsi una divinità sul palco e la realtà alienante di dover trascorrere infinite ore in "spazi liminali" senza anima come aeroporti e camerini. L'artista inglese analizza con lucidità il modo in cui il pubblico proietta su di lei le proprie fantasie, trasformandola alternativamente in genio o idiota a seconda dei capricci di una società che spesso usa la misoginia per etichettare le donne che escono dagli schemi. Infine, rifiutando la moderna pretesa che gli artisti debbano essere modelli di virtù e verità, Charli rivendica il diritto al mistero e all'artificio: le popstar non servono a darci lezioni morali, ma a offrire edonismo, dramma e pura evasione.
The realities of being a pop star.
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