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Philippe Caza

Philippe Caza

"Penso che la ricerca del dettaglio sia un passaggio necessario per giungere ad uno stile più semplice. La semplicità del tratto non è sinonimo di povertà, ma al contrario un punto d’arrivo, un obiettivo. Diciamo che all’inizio, nel soffermarsi sul minimo dettaglio, si vuole spesso sedurre e dimostrare il proprio valore. È una sorta di apprendistato. Col tempo passa. È anche una questione di resa e di rapidità. Il disegno è un apprendistato costante, e la sua padronanza, ossia il suo affinamento, il tratto che ne riassume dieci, non si acquista se non con l’esperienza"

- Philippe Caza

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Joseph Michael Linsner

Joseph Michael Linsner
Joseph Michael Linsner è un fumettista e illustratore indipendente che lavora dagli anni '90.

Dopo gli inizi decisamente "metal" si è rivolto verso la morbida definizione di "good girl art", che però Linsner incorpora nella "bad girl art".

E' stato il creatore di "Dawn", sempre negli anni '90, e poi ha continuato a lavorare per le grandi case editrici su titoli come Killraven, Wolverine/Black Cat: Claws, e sul crossover Dawn/Vampirella recentemente pubblicato.

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George Scarbo

George Scarbo
George Scarbo nacque in Minnesota alla fine del XIX secolo da una famiglia di origine norvegese.

Divenne un celebre caricaturista negli anni '30 e poi inventò una striscia che proseguì per molti anni: "The Comic Zoo" dove mise in luce quanto fosse avanti con il suo stile. Qui a sinistra sembra di poter scorgere Stitch correre, 60 anni prima della sua comparsa nel film Disney, al fianco dell'orsetto.

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Steve Ditko

Steve Ditko
Steve Ditko è, ovviamente, il popolare scrittore e disegnatore creatore con Stan Lee de L'Uomo Ragno e il Dott. Strange.

Proprio per il personaggio dello stregone Marvel, Ditko mise in mostra notevoli capacità di raffigurare l'impossibile, l'universo inter-dimensionale e tutte le sue fantastiche realtà alternative. Un notevole contrasto con il panorama ordinario che richiedeva l'Uomo Ragno.

Era l'inizio degli anni '60 e, nell'era dell'LSD, le capacità di rappresentazione di infiniti universi ebbe una certa influenza sulla contro cultura che ne derivò.

Fantagraphics - The Steve Ditko archives
The Creativity of Ditko
The Art of Ditko
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the reclusive 'square' who made Marvel weird, then disappeared
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Ditko.blogspot.com

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Ho fatto a pezzi Sio...

Sio


... e fa ancora molto ridere !

Il progettino di questa settimana mi è un po' sfuggito di mano. Il siomixbot, sceglie casualmente pannelli dai fumetti a 4 vignette di Sio e li assembla in una nuova pagina, pubblicata su twitter.

Da sempre sono appassionato di "generatori" di contenuti, il primo di cui ho memoria scriveva nomi di personaggi in stile Tolkien. Proprio con questo "generatore" ho subito notato che, spezzare in sillabe i veri nomi dei personaggi mantenendone l'ordine, anzichè un approccio più astratto nel generare anche le sillabe stesse, produceva risultati migliori.

Ed è la stessa cosa con i fumetti di Sio, nei quali i personaggi si somigliano tutti (per fortuna) e le cui vignette sono divertenti di per sé. Inoltre, trattando temi tipici (la pizza, la vita, nonsense, vari guai), si ricombinano a volte in fumetti quasi all'altezza degli originali.

Ma oltre a questo la cosa forse più interessante è la dimostrazione di quello che dice Scott McCloud, ovvero
che il fumetto è quella cosa che avviene tra le varie vignette, alla quale la nostra immaginazione cerca di trovare un significato.

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Comics Beat e lo Status Quo dei comics USA

chrononauts Sean Gordon Murphy


In questo interessante articolo pubblicato su comicsbeat Sean Gordon Murphy (autore di "The Wake", "Hellblazer: City of Angels", "Chrononauts") riflette sullo stato del comicdom americano, alla luce della crisi Vertigo e della asfissiante presenza dei social media e dei loro contenuti nella vita dei lettori.

Il fumetto di Brian K. Vaughan e Marcos Martin "The Private Eye", con la formula del "pay-what-you-want" è sicuramente una strada interessante, ma occorre fare attenzione al flusso di denaro che investe sempre meno autori ed artisti e che sta cambiando profondamente i rapporti in una industria che non è comunque mai stata troppo generosa chi ne faceva parte.

La natura artistica e commerciale del fumetto, analogamente a quella del cinema, è sempre causa di un difficile equilibrio, soprattutto quando una crisi editoriale di proporzioni planetarie non accenna a terminare. Ma ovviamente il fumetto, come qualunque altro media, non sparirà mai.


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Junji Ito

Junji Ito
Se n'era già parlato, ma l'incredibile lavoro di Junji Ito (伊藤 潤に, Itō Junji, 31 luglio 1963) merita un articolo a sé.

Ogni vignetta è densa di quell'inquietudine tipica degli horror psicologici giapponesi, e basta girare pagina per imbattersi nei peggiori mostri dell'immaginario. Figure orripilanti e sinistre a tal punto da ammantarsi di un'aura di nobiltà che le fa entrare di slancio tra i nostri ricordi da brivido.

Dopo avere iniziato a disegnare da bambino, ispirato dalla sorella maggiore, e aver svolto la professione di odontotecnico, Ito vince il premio Kazuo Umezu e inizia a realizzare manga.

Tra i più famosi ci sono Tomie, le avventure di una ragazza immortale che fa impazzire i suoi spasimanti e Uzumaki, storie di una città ossessionata dalle spirali.

Junji Ito faceva parte con Hideo Kojima e Guillermo del Toro del progetto Silent Hills, purtroppo cancellato da Konami.

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Ito's diary of curses


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