Vintage Games

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vintage games book Bill Logiudice Matt BartonLeggere un libro sui videogame può mai essere più divertente di giocarli ? Fino a ieri la risposta era no; dopo l'uscita di Vintage Games la risposta resta, ovviamente, ancora negativa (non scherziamo) ma questo libro è uno dei pochi degni di essere presi in considerazione. 25 capitoli (più alcuni immancabili bonus) trasportano il lettore avanti e indietro nel tempo seguendo la rotta tracciata da intrepidi vascelli digitali assemblati faticosamente pixel per pixel e destinati a diventare autentiche, mirabolanti, macchine da guerra del divertimento.

"Alone in the Dark" (1992) apre le danze e introduce il tema della paura, un genere che presto sarebbe stato dominato dai maledetti zombie di "Resident Evil". Il secondo capitolo è dedicato a "Castle Wolvenstein" ambientato in un antico, oscuro labirinto ed uscito per Apple IIe che solo 11 anni dopo sarebbe diventato in 3D ad opera della ID software. Poi si va avanti con "Diablo" e gli altri "roguelike", nel capitolo di "Doom" si parla anche dell'immersivo "Ultima Underworld", il violento "GTA III" si accompagna all'esotico "Shenmue" e così via. Senza dimenticare "Computer Space" (1962) e "International Soccer", "Pac-man" e "Zork".

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