Come realizzare una buona API

API Design
Johanne Andersen ci racconta nel suo articolo Practical Advice to Good API Design come realizzare una buona Application Programming Interface. Per farlo ha preso spunto da un famoso googletalk video di Joshua Bloch: How to build good APIs and why it matters by .

Quali sono le caratteristiche di una buona API ?
- Facile da imparare
- Facile da usare, anche senza documentazione
- Difficile da usare in modo improprio
- Il codice che la utilizza deve essere di facile lettura e manutenzione
- Abbastanza potente da soddisfare i requisiti
- Facile da evolvere
- Adeguata al pubblico

Nella pratica:
- Una API dovrebbe fare una cosa e farla bene
- Una API dovrebbe essere più piccola possibile, ma non esagerare
- Non inserire i dettagli di implementazione nella API
- Ridurre al minimo l'accessibilità di tutto
- I nomi contano !
- La documentazione è importante
- Mai deformare una API per le prestazioni
- Ridurre al minimo i cambiamenti
- Creare sottoclassi solo dove ha senso
- Progettare e documentare per l'ereditarietà o vietarla
- Non far fare al client tutto ciò che il modulo potrebbe fare
- Applicare il principio della minima sorpresa
- Fail fast - Gli errori devono essere segnalati il più presto possibile dopo che si sono verificati.
- Fornire un accesso programmatico a tutti i dati disponibili sotto forma di stringa
- Sovraccaricare con cura
- Utilizzare i tipi di parametri e di ritorno appropriati
- Utilizzare un ordine di parametri coerente tra i vari metodi
- Evitare lunghe liste di parametri
- Evitare i tipi di restituzione che richiedono un'elaborazione ulteriore

Tradotto con www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)
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How To Design A Good API and Why it Matters

Quint Buchholz

Quint Buchholz
Quint Buchholz è un autore, pittore e illustratore tedesco nato a Stolberg nel 1957.

È noto soprattutto per i suoi dipinti coloratissimi e con lo stile a puntini che attingono a tecniche e motivi di realismo magico, oltre che per le illustrazioni dei suoi libri e per i libri per bambini per i quali ha vinto numerosi premi. Dal 1982 ha esposto in oltre 70 mostre.

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Monkey Island - Il trentesimo anniversario



Pete Armour and the SCUMM of Monkey Island è il podcast che accompagna il documentario sulla realizzazione di Monkey Island, leggendario titolo seminale che ha consolidato il genere delle avventure grafiche, portandolo a vette di divertmento mai raggiunte e dimostrando il potenziale del medium videogame.

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The NerdForge

Dalla Norvegia Martina & Hansi creano video su youtube nel loro canale youtube dove realizzano epici prop per giocatori di ruolo danarosi. Ad esempio il Tomo della Terra del video, che segue passo passo tutto il processo di produzione a partire dai fogli fino alle rifiniture della copertina.

The NerdForge
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rilegature giapponesi ed altro


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Rust Hobogo

rust hobogo

Hobogo è un interessante gioco online realizzato da Emil Ernerfeldt in Rust. L'autore ha anche pubblicato il codice su github.

Il gioco si svolge in una scacchiera dove due giocatori si alternano nel collocare i propri segnalini. Si può piazzare un proprio segnalino solo se nelle adiacenze ci sono più amici che nemici. Il secondo giocatore è interpretato da una IA che esegue una MonteCarlo Blind Search nell'albero decisionale per 1 secondo, e non è affatto debole.

Hobogo è in realtà una demo di egui, una interfaccia web in "immediate mode" che esegure direttamente nel browser, sempre in rust, senza l'uso di html, dom, javascript.

Rust Windows in the browser with Egui demo


PC-98 Bot

PC-98 Bot
PC-98 Bot è un account twitter che ripubblica immagini di software e giochi giapponesi per PC degli anni '90. Fa parte di quella nicchia di bot che soddisfano passioni molto specifiche, spesso legate a qualcosa di inconfondibile che mescola nostalgia ad un certo stile.

In questo caso le dimensioni dei pixel sono perfette per definire "il limite della pixel art", riducendole ulteriormente l'immagine perderebbe la sua precisione matematica e diventerebbe semplicemente una gif in bassa risoluzione qualsiasi. Qualche colore in più di quella palette tipicamente poco satura, e si perderebbe la ricca tessitura del dithering nelle campiture mai piatte.


Come Navigare in un Mare di Informazioni

«Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: "Salve, ragazzi. Com'è l'acqua?" I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa "Ma che diavolo è l'acqua?"»

- David Foster Wallace

Una domanda che i "nativi digitali", le persone di una certa età e anche tutti gli altri si dovrebbero porre: come si naviga in mezzo ad un oceano di informazioni ? E' il caso di restare per sempre nella propria isoletta social, apparentemente al riparo dai pericoli del "mare aperto" ? Come si fa a sopravvivere al bias di conferma (la parola bias su wiktionary) ? E' davvero il caso di fidarsi degli "influencer" da milioni di follower ? Il paradosso dell'intera conoscenza dello scibile umano sempre a portata di click è che dilaga l'ignoranza. E questo semplicemente perchè, appoggiandosi ad una metafora da videogioco, invece di imparare le regole partendo dai livelli più semplici e poi accedendo a quelli più difficili, sul web e sui social tutti i livelli sono presenti contemporaneamente. E volendo indulgere nella suddetta metafora, alcuni livelli difficili si presentano come semplicissimi...

Chi pensa di "sapersi arrangiare", che sia tutto così intuitivo grazie al proprio smartphone, forse è il caso che riveda la propria posizione. Per esempio facendosi una domanda: quante volte il web e i social sono stati davvero alla base di qualche evento negativo successo ultimamente ? E qual'è la tendenza ? Si è davvero sicuri di avere il controllo di quello che ci succede, oppure non c'è una vaga sensazione di essere controllati dietro a quella ridda di gattini, foto di momenti epici altrui e complotti vari che si succedono sullo schermo "come con i rulli delle slot machine" ?

Personalmente, da ingegnere informatico che ha visto il web nascere, crescere, che se lo è studiato a tutti i livelli e che ci lavora quotidianamente, non sono mai stato tanto disorientato, e tanto preoccupato per una jungla inestricabile di interessi che si stanno letteralmente divorando il tempo, e non solo, di centinaia di milioni di persone, me compreso.


Crash Course Navigating Digital Information Preview

The Queen's Gambit - Il sonoro

The Queen's Gambit
Spesso si sottovaluta l'importanza del suono in un opera audiovisiva. Il suono è importante perché coinvolge il pubblico: aiuta a fornire informazioni, aumenta il valore della produzione, evoca risposte emotive, enfatizza ciò che è sullo schermo e serve a dare indicare il "tono". Quando vengono usati bene insieme, il linguaggio, gli effetti sonori, la musica e persino il silenzio possono elevare drammaticamente il video. Ma è ancora più vero il contrario: un cattivo suono può rovinare il video, magari lavorando anche a livello inconscio.

L'audio non può risolvere l'animazione scadente, un montaggio di basso livello o il movimento di una telecamera amatoriale. Tuttavia, quando si tratta di creare un'esperienza completa per il pubblico, l'audio è probabilmente più importante della qualità video. Il suono aggiunge emozione e collega le persone a ciò che vedono. Supporta ogni visuale e ogni taglio, e definisce lo stato d'animo e il tono generale della narrazione.

A Sound Effect intervista il sound designer Wylie Stateman e il montatore Eric Hoehn sul loro lavoro per "The Queen's Gambit", la serie dell'anno a sorpresa su Netflix.

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Linda Barry - Making Comics

Linda Barry - Making Comics
Making Comics è il nuovo libro di Linda Barry, rinomata autrice e insegnante di Comics all'università del Wisconsin.

Sul suo canale youtube c'è molto materiale rivolto a chiunque voglia muovere i primi passi. I fumetti sono un linguaggio ancestrale che non è dedicato solo a chi "sa disegnare". L'abilità nel disegno, dal punto di vista estetico, non è l'essenza dei fumetti. Gli storyboard dei film e delle serie e anche quelli relativi a progetti di altra natura ne sono la dimostrazione più evidente.

the near sighted monkey tumblr
playlists

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David Whittaker sul DeepSID

David Whittaker

David Whittaker è il virtuoso inglese che ha accompagnato il nostro tempo libero nei tardi anni '80 con le sue composizioni per il 6501 del Commodore 64.

Tra i suoi brani più noti, le variazioni di "Lazy Jones", le colonne sonore di "Solomon's Key", "Star Wars", "The Living Daylights" e "License to Kill".

Tutta la sua produzione si può ascoltare direttamente online grazie al progetto DeepSID.

wikipedia
Video Game Music Preservation Foundation


Retrogaming made in France

okuribito

Retrogaming Made in France è una serie di documentari che si può guardare direttamente online sul sito di Arte TV.

Sono 10 episodi da meno di 10 minuti ciascuno che raccontano la realizzazione di alcune pietre miliari della storia dei videogame:

The Ark of Captain Blood (1988)
Future Wars (1989)
Another World (1991)
Alone in the Dark (1992)
Dune
Versailles 1665 (1995)
Megarace (1993)
Atlantis
Nightmare Creatures (1997)
Syberia

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